Credere nella pace

Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina ad oggi, più di 3 milioni di persone (perlopiù donne e bambini) sono fuggiti dalla loro terra per cercare riparo presso altri stati europei. Al momento la nazione che si è trovata a gestire il maggior numero di migranti ucraini è la Polonia, che ha già provveduto ad ospitare quasi 2 milioni di rifugiati nel corso delle ultime settimane. Gli stati membri dell’UE hanno trovato subito un accordo per l’accoglienza delle persone in fuga ed è stato attivato il meccanismo di protezione temporanea per gli ucraini. Nonostante ciò si ritiene che la situazione potrebbe presto degenerare. 

La guerra iniziata dalla Russia ci mette di fronte ad una realtà che a lungo abbiamo fatto finta di non vedere. Infatti, le notizie che ci giungono dall’Ucraina ci costringono quindi a guardare anche ad altri conflitti, più distanti da noi, come quello in Yemen o in Siria, dove migliaia di persone sono costrette ad abbandonare le loro abitazioni ed i luoghi in cui sono cresciute per cercare di salvare la loro vita e quella dei loro figli.

La società civile deve mostrarsi in questa occasione unita e compatta nel ripudiare la guerra, ricordando come, invece di finanziare i conflitti nel mondo, il denaro può e deve essere speso nell’aiuto degli ultimi, al fine di dare la possibilità a chiunque di poter vivere dignitosamente la propria vita.

Una proposta Diversa cerca da 40 anni di creare un ponte con queste realtà, lavorando a stretto contatto con le conseguenze degli orrori della guerra in Sierra Leone, Rwanda e Congo. Come associazione ci sentiamo vicini alla popolazione ucraina e condanniamo totalmente la guerra come strumento di prevaricazione di un popolo su un altro e causa di morte e distruzione verso la popolazione civile.

Il nostro paese si sta dimostrando estremamente solidale con gli ucraini. Fin dalle prime fasi delle attività belliche sono state organizzate molte raccolte di cibo, farmaci e vestiti, mentre migliaia di famiglie italiane si sono rese subito disponibili ad accogliere in casa loro le persone in fuga. Come Italia abbiamo quindi la possibilità di aiutare concretamente i nostri fratelli e sorelle ucraini, ed essere testimoni di concreta solidarietà. É infatti importante non solo credere nella solidarietà, ma anche essere credibili rispetto a ciò che si dice. 

Andrea Tonietto